Menu Chiudi

La Meditazione

Il termine MEDITARE nella sua origine latina e greca rimanda al significato di pensare in modo misurato, ma anche di medicare, curare, dedicarsi a…

L’etimologia aiuta a capire come, quando meditiamo, ci prendiamo cura della mente, (di solito affollata da pensieri caotici, credenze, dubbi) per acquietarla, liberarla e scoprirne, pian piano, il Potenziale di cui diventiamo consapevoli. Meditando, infatti, ci predisponiamo all’ascolto di uno spazio sacro, interiore, per volgere il pensiero a sentimenti elevati e portarli concretamente nella nostra Vita creando con essi la nostra realtà. Proprio il raccoglimento ci connette con una quiete interiore che non si trova all’esterno e permette di accedere a uno stato di Coscienza unificante che ci dà la misura delle cose.

Anche se in genere si pensa che meditare porti il rilassamento, in realtà mi piace dire che la Meditazione inizia quando siamo già rilassati, quando abbiamo calmato la mente e le emozioni. Per questo prima di entrare in meditazione ci si prepara attraverso respirazioni o movimenti e scegliendo un luogo e un momento tranquilli.

A prescindere dai motivi che ci spingono a farlo, scegliere di Meditare è un atto d’amore verso se stessi, significa prendersi cura di tutto il proprio essere, ci porta sollievo, senso e verità. L’interiorità è una parte di noi che spesso ignoriamo, ma quando ci dedichiamo a contattarla ci accorgiamo che proprio lì si trovano molte risorse, chiarezze, risposte, che cerchiamo.

Per riconoscerle e comprenderle, il modo più consono è mettersi in ASCOLTO.

La meditazione è la via diretta per sintonizzarsi con la supercoscienza. L’atteggiamento essenziale per una corretta meditazione è mettersi in ascolto” (Swami Kriyananda).

L’esperienza chiamata della Supercoscienza, della Coscienza Cosmica, del Vero Sé e in tanti altri modi, a seconda dei contesti culturali, ha un suo linguaggio che non è come quello che utilizziamo di solito, è una vibrazione energetica su cui sintonizzarsi. Difatti le onde cerebrali durante la meditazione cambiano, si crea una coerenza armonica che viene trasmessa a tutto il nostro sistema, sino al corpo sotto forma di ormoni, emozioni, energia e che si traduce anche in intenti, comportamenti, azioni.

Queste esperienze quando accadono sono reali, ci fanno toccare vette alte e preziose, l’energia che incanaliamo è molta e va indirizzata consapevolmente in pensieri e sentimenti elevati, evitando di alimentare i soliti automatismi o le dinamiche altalenanti che, inevitabilmente, nel quotidiano ci ritroveremo a vivere. Proprio per questo una volta che la meditazione termina, si può dedicare l’esercizio ai nostri intenti, agli altri (persone care, luoghi, situazioni) e si ringrazia, compiendo interiormente un gesto di altruismo e dono che in molti casi è anche spontaneo.

Le tecniche meditative in genere hanno origine e le ritroviamo all’interno di una via iniziatica, di un cammino o di un metodo (che può essere anche laico) tanto in oriente quanto in occidente. Sono parte di un dogma, una filosofia o di principi spirituali che grazie alle pratiche stesse vengono compresi e sperimentati.  Le tecniche sono varie, in particolare di due tipi, quelle dove mantenere l’immobilità e quelle più attive, come la camminata zen o i movimenti consapevoli. In ogni caso, iniziando a portare attenzione al respiro o alla ripetizione di un mantra, al camminare lentamente o ai movimenti, si diventa tutt’uno col momento presente, allineati con una coscienza più grande di quella ordinaria. Si può meditare anche la parola o le sacre scritture di una corrente spirituale, predisponendosi nel silenzio e in ascolto, quindi non ragionandoci sopra, ma mettendo da parte il chiacchiericcio mentale per accogliere ispirazioni, verità altrimenti inafferrabili, pienezza di cuore. E quando c’è una tematica a cui siamo particolarmente sensibili, una situazione che ci tocca, un principio che vogliamo comprendere, possiamo meditarci su, sempre con l’atteggiamento ricettivo e non confusionario che il silenzio e l’introspezione favoriscono.

Trovare luoghi e momenti in cui stare in silenzio è uno dei modi più semplici per espandere la nostra consapevolezza sensoriale e spirituale” (Rupert Sheldrake).

Che la finalità sia terapeutica o evolutiva, laica o spirituale, meditando iniziamo a spostare l’attenzione altrove rispetto alle paure e alle preoccupazioni, agli automatismi e ai risentimenti, al fare compulsivo e all’eccesso di doveri. Questo non vuol dire fuggirli, ma elaborarli, raffinarli, elevarci a un’ottava superiore, rendere fertile il terreno, amplificare lo stato di coscienza. Si attivano l’intelligenza del cuore e la comprensione consapevole. Gli stati emotivi disarmonici si trasformano, cadono preconcetti e stereotipi, ne siamo liberati sino a sentirci parte dell’Esistenza a prescindere dagli eventi.

Meditando ci accorgiamo, quindi, che possiamo scegliere dove dirigere la nostra attenzione e la nostra energia. Cosa preziosissima, perché riproponibile anche nella vita di tutti i giorni di fronte alle situazioni che ci mettono alla prova o alle dinamiche della personalità, di fronte alla gestione delle emozioni e della mente. Soprattutto sviluppiamo e attiviamo una Forza unificante da cui ci sentiamo guidati e che allo stesso tempo possiamo gestire per materializzare, realizzare, creare. 

L’espansione e la presa di coscienza generata dalla meditazione, l’attivazione della coerenza cerebrale e cardiaca, intelligenza del cuore, si vanno poi a coniugare con l’immaginazione positiva e con azioni nuove, concrete, nel contesto usuale in cui ci troviamo a vivere, rivelandoci una diversa percezione di noi e nuove possibilità per gestire la nostra realtà.

Per questo nei Laboratori di Arti Meditative, attraverso il metodo nel suo complesso, più che praticare esclusivamente tecniche di meditazione, si lavora a livello energetico in un percorso di studio, sperimentale, integrato da vari approcci per conoscersi e realizzare i propri intenti. Ognuno compie il cammino individuale trovando quello spazio sacro che nel quotidiano manca e che riscalda il cuore.

Paola PelaArti Meditative

Articoli Correlati